Social network si, ma quali? Una lista degli ingredienti sommaria per una ricetta personalizzata

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La voglia di comunicare è tanta tra la gente comune, ma le aziende fanno ancora fatica a concepire la loro esistenza sul web. A volte per paura non ci si butta con l’eccezione di chiudersi una via tutta verso il successo. Perchè comunicare è importante, e anche se andrà male, l’azienda potrà capire gli errori e su quali aspetti migliorare.

Tu azienda, che stai leggendo, vuoi sapere quali social network utilizzare? Sicuramente questi:

Facebook
Twitter
YouTube
WordPress
Instagram
Google Plus
Pinterest

Bada bene noi stiamo solo facendo la lista degli ingredienti sommaria, come farebbe una mamma premurosa, ma non diciamo come preparare “la torta”. La ricetta non è uguale per tutti e va personalizzata per ogni caso aziendale.

Per la tua “ricetta” personalizzata contattaci alla mail info@sisterscommunication.it per una consulenza. Sisters Communication farà crescere il risultato finale!

Il nuovo trend di aziende e attività commerciali: fotografare oggetti per terra e condividerli sui social network. Giusto o sbagliato?

Uno dei trend che abbiamo notato finora è quello che coinvolge diverse aziende, o singoli punti vendita, con l’abitudine di utilizzare il pavimento come set fotografico per fotografare la merce della stagione e poi condividerla nei vari social network. Se date una sbirciata su Instagram trovate tantissime attività che agiscono in questo modo.

Partendo dal presupposto che ognuno è libero di agire come meglio crede, noi pensiamo che questo modo di fare comunicazione sui social sia un po’ sbagliato. Alcuni non se ne accorgeranno perchè saranno presi dall’euforia della presentazione del prodotto, ma chi bada ai dettagli noterà che quel prodotto è stato adagiato per terra, in un luogo non propriamente igienico. Quella fascia di consumatori che desidera acquistare un prodotto immacolato al 99% non vedrà di buon occhio l’oggetto del desiderio nella pavimentazione dove vivranno orde di batteri (per non parlare di macchie e altri particolari poco carini). Per immacolato non intendiamo pulito, perchè poi dopo l’acquisto sarà l’anima del consumatore ad agire, ma almeno in ottime condizione. Si, perchè a seconda della categoria merceologica, l’oggetto in questione adagiato a terra potrebbe deteriorarsi. O quasi.

E voi da consumatori cosa ne pensate?

Vi ricordiamo che questa discussione è stata aperta anche sulla nostra pagina facebook e alcuni hanno già espresso opinioni in merito.

Radio C-You.Tv parlerà di Sisters Communication

Volevamo ricordarvi, come già annunciato nella nostra pagina facebook qualche giorno fa, che oggi su radio C-You.Tv di Reggio Emilia, alle 16.35 Argeta Brozi all’inizio della sua trasmissione parlerà di Sisters Communication.
Cercheremo di registrare il podcast per poterlo aggiungere nella nostra rassegna stampa, ma se volete sentire l’intervento in diretta potete farlo collegandovi al sito http://www.c-you.tv/, accedere con la mail o tramite il profilo facebook e cliccare su C-2 (che è appunto l’emittente di Reggio Emilia). Per noi che viviamo nel web essere citate da questa emittente è un vero onore!
Le Sisters Communication ringraziano ancora Argeta Brozi per questo bellissimo regalo.

Con Google Glass si potrà twittare foto scattando con lo sguardo

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Se notate la maggior parte delle foto che girano su Twitter sono condivise con l’app Instagram; foto che poi non vengono salvate nell’album ma sono visualizzabili solo con il comando espandi.

Da oggi però si può fare altro ancora: twittare fotografie scattando con gli occhi grazie a Google Glass. Ora vi chiederete, cos’è Google Glass? Si tratta di un prestigioso progetto di Google. Tutto si riassume in un paio di occhiali che permette, a chi li indossa, di avere una percezione sensoriale arricchita grazie alla proiezione sulla retina. Per capire cosa potreste fare con Google Glass guardate questo video. Sbalorditivo eh?

Insomma, è notizia fresca che ora grazie a questo favoloso paio di occhiali – estensione del tatto – si potrà twittare con gli occhi. Tutto questo grazie ad una app dedicata per postare foto direttamente su Twitter. Ci sono già le prime foto postate e se siete curiosi potete vederle utilizzando l’hashtag #throughglass. L’aggiunta dell’hashtag è un servizio compreso e automatico della stessa app che serve per postare lo scatto.

Dopo aver letto il post vi sarà venuta voglia di avere questo fantastico strumento che incentiva il multitasking. Purtroppo, dobbiamo calmare la vostra euforia, perchè solo pochissimi sviluppatori e appassionati ad oggi possono avere l’onore di sfruttare le potenzialità dello strumento. Secondo le stime Google Glass arriverà sul mercato per noi comuni mortali nel 2014. E probabilmente, grazie a Google Glass, non saremo così tanto comuni mortali.

L’elemosina dei “like”

Proprio qualche giorno fa scrivevamo l’importanza dei “mi piace” in una pagina facebook aziendale. Se vuoi leggere l’articolo clicca qui. Oggi vogliamo chiudere la settimana analizzando un trend imbarazzante che si sta verificando su facebook. Noi abbiamo battezzato questo fenomeno come l’elemosina dei like.

L’elemosina dei like può essere sviluppata in diversi modi:

– Quando l’amministratore della pagina posta su un’altra pagina questo invito: “Ciao, ho messo mi piace sulla tua pagina adesso puoi ricambiare nella mia?”. E perchè io dovrei mettere mi piace sulla tua pagina ad occhi chiusi solo perchè hai dato la preferenza nella mia? E se non mi piace la tua pagina?

– Con la creazione di un evento dove nella maggior parte delle volte, nel box descrizione, vi è questo testo: “Ciao ragazzi, mi servono 1000 mi piace per arrivare a questo traguardo. Mi aiutate?”. Ecco, Mark Zuckerberg ha inserito questa funzione per gli eventi perchè utilizzarla per altri scopi?

– Con un messaggio privato, anche a persone che non sono nelle amicizie. Potrebbe essere un metodo meno invasivo, ma se una persona va a contattare gente sconosciuta, oppure, il peggior nemico… beh, lasciate stare.

– Con il tag in una immagine creata ad hoc. Uno degli strumenti più abusati in rete è proprio il tag. Ci sono persone che hanno dovuto ricorrere alle restrizioni previste dal social network pur di non trovarsi in bacheca immagini imbarazzanti. Quindi, anche in questo caso, perchè utilizzare il tag per scopi non propriamente consoni?

Ebbene, non vogliamo fare le rompiscatole, ma nessuno di questi strumenti è producente per ricevere dei like. Su facebook vige comunque la regola dell’eleganza e il rispetto degli spazi altrui. Perchè un conto e informare nei propri canali la partecipazione ad un qualsiasi concorso e la necessità dei like, un altro è infastidire gli altri spammando a destra e a sinistra. Inoltre, chi verrà a sapere della vostra pagina in maniera del tutto casuale, metterà il suo mi piace  – se piace – ma la condividerà anche (il più delle volte succede così, provare per credere!).

Facebook, oltre ai metodi pubblicitari a pagamento, prevede un modo gratuito e discreto per far conoscere la pagina che gestite ai vostri amici direttamente dal pannello di controllo.

Queste sono differenze, professionali e di stile.

Se avete altri episodi singolari e del tutto sbagliati fateceli sapere.

Strumenti di comunicazione: gli eventi secondo Sisters Communication

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In questi giorni, con grande piacere, ci stanno arrivando molti contatti per chiederci informazioni sui nostri servizi. Abbiamo notato che dopo il nostro evento di lancio, e il grande riscontro positivo che ha avuto, quasi tutti per comunicare vorrebbero puntare sull’evento.

L’evento è uno dei tanti strumenti di comunicazione a disposizione di Sisters Communication. Nel senso che tra i servizi offerti, sotto la visione di Francesca Succi, c’è la creazione, gestione e presentazione di eventi.

Purtroppo, però, l’evento non è per tutti. O meglio, per mettere in scena un evento – e usiamo il termine mettere in scena poichè per noi è una vera e propria rappresentazione teatrale – bisogna definire una serie di aspetti. Della serie: non creo l’evento perchè “fa figo” (passateci il termine), ma creo l’evento perchè ho qualcosa di molto importante da far sapere al mio target di riferimento o a quella fetta di mercato a cui voglio puntare.

Come dicevo ieri sulla nostra pagina facebook, l’evento se costruito bene, è ottimo come strumento di comunicazione, poichè unisce immagine e contenuto.

Per costruirlo bene, oggi, occorre puntare sull’aspetto emozionale. In quasi tutti i settori, moda e food compresi in cui siamo più specializzate, è finita l’epoca degli eventi da photocall. Cioè quella serie di eventi in cui l’obiettivo esclusivo è fare presenza. Ora, nell’era in cui tutti abbiamo l’esigenza di dire la nostra opinione, l’evento dev’esssere un mix di contenuti, emozioni e sensazioni. Quel mix costituito da un valore aggiunto che porta il cliente ad investire su di noi e l’invitato a partecipare. In questo modo l’invitato sarà più contento perchè avrà imparato qualcosa di nuovo divertendosi, e il cliente, avrà puntato ad una comunicazione sana e di qualità.

Quando abbiamo deciso di presentarci con un evento di lancio che comunicasse in maniera trasversale con una conferenza stampa multisensoriale grazie alla collaborazione di partners, abbiamo pensato che fosse il momento giusto per creare un evento. Ovviamente se avessimo puntato solo sulla classica conferenza stampa non sarebbe stato lo stesso. Ma il nostro obiettivo era quello di comunicare e far capire a tutti voi che Sisters Communication era nata. C’è ed esiste più che mai. Un po’ come quando nasce una creatura e si festeggia tutti insieme!

Se avete delle curiosità a riguardo vi consigliamo di lasciarci un commento qui o contattarci direttamente dal nostro sito web.

Ad ogni “like” su facebook un suo valore. In media? 133 euro

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Su Huffington Post qualche giorno fa è stata pubblicata una notizia interessante. Ogni volta che su facebook cliccate “mi piace” su una pagina fan di un brand si stima che il ritorno economico della singola preferenza ammonti in media a 133 euro.
Questo è il risultato di una ricerca da parte della società Syncapse e Hotspex. In particolare queste due società di social media e web research non hanno solo definito una stima monetaria, ma sono riuscite a stilare una prestigiosa classifica del valore preciso che ogni brand attribuisce al proprio fan (per visualizzarla vi consigliamo di aprire il link a fine articolo).

Infatti, se per il marchio fashion Zara ogni fan vale circa 310 euro, per Coca Cola ne vale solamente 53!

Dallo studio effettuato da Hotspex su 2mila navigatori di Facebook è risultato che quelli che hanno cliccato “mi piace” su una pagina di un brand sono più intenzionati a spendere per quel brand durante il corso di un anno. Alla base del connubio social/vendita ci sarebbe la relazione e l’interazione tra utente/cliente e azienda; l’unica e la stessa che spinge al comportamento d’acquisto.

Sono sempre di più le aziende che aprono una pagina social per la propria azienda e investono in pubblicità nei social media a discapito di altri tipi di pubblicità su radio, tv e carta stampata.

Sarà forse questo che avrà portato al crollo del comparto pubblicità nelle emittenti televisivo-radiofoniche e nei giornali? Noi crediamo di si.

Il motivo principale per cui la pubblicità sui social sta aumentando è praticamente uno: il contenuto!
L’utente/cliente vuole studiare da solo il prodotto. Conoscerlo con tutto il tempo a sua disposizione. Capire le peculiarità senza nessuno slogan di sottofondo. Non essere spinto all’acquisto con messaggi pubblicitari vuoti e o d’effetto (parleremo più avanti delle campagne pubblicitarie catastrofiche con effetto boomerang), ma accompagnato per mano.

Anche se da poco è stato annunciato il ritorno del mitico Carosello, non ci sono dubbi: l’unico strumento in grado di adagiare il cliente in una posizione tranquilla con un comportamento verso la vendita è il social media.

Abbiamo letto questa notizia qui:
http://www.huffingtonpost.it/2013/05/04/quando-vale-un-tuo-like-su-facebook_n_3213917.html#slide=2410464